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Per rappresentare la storia e l'attività dell'Associazione Esperanza è opportuno partire dalla terza Festa italo-argentina organizzata a Veano, in provincia di Piacenza Domenica 7 luglio 2002 che vide la presenza di circa quattrocento italo-argentini provenienti da tutte le parti dell'Emilia Romagna.

 

400 italo-argentini a Veano:

un incontro all'insegna dell'amicizia

 

Sono arrivati da tutta l'Emilia Romagna, richiamati dall'Associazione "Esperanza", e si sono dati appuntamento a Veano, nell'ex collegio Alberoni di Vigolzone(PC). Era una domenica di luglio.

Quattrocento italo-argentini sono rientrati negli ultimi mesi nella terra dei loro "padri". La loro drammatica testimonianza ha trasformato un'Associazione culturale in un centro internazionale di assistenza umanitaria

Dopo la crisi economica che ha colpito il paese sudamericano nel dicembre 2001, molti dei nostri connazionali hanno scelto l'Emilia-Romagna per ricominciare una nuova vita, un viaggio a ritroso rispetto a quello che molti anni fa aveva portato oltreoceano i loro antenati.

 

Per rispondere ai loro bisogni abbiamo pensato di rifondare "ESPERANZA".

 

 

Infatti l'Associazione esisteva da alcuni anni, ma aveva finalità unicamente culturali.

 

L'incontro del 9 luglio di quest'anno si profilava come un semplice raduno di italo-argentini (il terzo) ma durante i lavori di preparazione gli organizzatori hanno dovuto prendere atto che ESPERANZA doveva e poteva fare qualcosa di più.

Con la terribile crisi economica e finanziaria in Argentina era cambiato tutto. Si aprivano scenari di disperazione e dolore, che imponevano di organizzare soccorsi e strumenti di solidarietà. Esperanza allora divenne un ponte ideale fra tutti noi Italiani nati in Argentina e i nostri fratelli che vivono il dramma di una delle più sconvolgenti e rapide crisi economiche.

 

SCOPI E ATTIVITÀ

 

L'Associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e si prefigge in particolare di sostenere con aiuti di vario tipo gli emigrati italiani in Argentina.

Per la realizzazione dello scopo prefisso e nell'intento di agire in favore di tutta la collettività, l'Associazione:

  1. promuove la raccolta di fondi e aiuti materiali (medicine, indumenti, alimenti, denaro) da inviare agli Enti Argentini impegnati nel sostentamento delle persone in stato di bisogno, attivandosi affinché gli aiuti umanitari arrivino a destinazione (collaborazione con Compagnie di trasporto aereo e navale);

  2. assiste le famiglie italo-argentine che tornano in Italia, nelle procedure burocratiche necessarie per il soggiorno, la residenza e l'inserimento lavorativo;

  3. sostiene e promuovere la formazione per l'impiego degli immigrati italo-argentini, contribuendo anche alla ricerca di occasioni di lavoro

  4. realizza eventi culturali, incontri informativi, studi e ricerche a vari livelli per migliorare e far conoscere la realtà argentina;

  5. collabora con Enti pubblici e privati a livello locale, nazionale, comunitario ed internazionale che si occupano di scopi analoghi;

  6. promuove scambi di iniziative e di progetti tra realtà analoghe operanti in diversi Paesi.

 

Tutte queste attività, o quelle ad esse direttamente connesse, sono svolte dall'Associazione prevalentemente tramite le prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. L'attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti beneficiari. Agli aderenti possono solo essere rimborsate dall'Associazione le spese vive effettivamente sostenute per l'attività prestata, previa documentazione ed entro limiti preventivamente stabiliti dall'Assemblea dei soci.

 

L'Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra menzionate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.

Le finalità perseguite dall'Associazione sono state ora, con l'approvazione di tutti i soci, ulteriormente allargate, in quanto l'Associazione presta la propria assistenza non solo nei confronti degli italo-argentini di ritorno in Patria, ma anche di tutti gli italiani a suo tempo ovunque emigrati (sopratutto nel Sudamerica) e ora di ritorno nella Madrepatria a causa della gravissima crisi economica e sociale in cui versano molti paesi.

 

L'attività svolta e l'esperienza accumulata risulta molteplice e molto importante. Possiamo affermare con soddisfazione di avere svolto un intenso lavoro a favore di moltissimi nostri fratelli emigrati, che versando in situazioni critiche e talvolta di assoluta indigenza, hanno trovato nell'Associazione un aiuto concreto e costante a risolvere i mille problemi legati al loro rientro in Patria.

 

La gravissima crisi economica e sociale esplosa in Argentina sul finire dell'anno 2001, proprio a ridosso delle festività di Natale e di Capodanno piè stata da subito al centro della nostra attenzione.

Attraverso Internet eravamo al corrente dell'evolversi della situazione che da allora, giorno dopo giorno, ha continuato ad aggravarsi senza che i mass-media mostrassero particolare interesse per un fenomeno che evidentemente mette a nudo i limiti del c.d. "sistema globalizzato". Non è un caso che la crisi economica del vicino Uruguay, nel periodo estivo, sia passata quasi del tutto inosservata.

In tutto questo tempo abbiamo attivato centinaia di collegamenti con Istituzioni locali e privati cittadini, raccogliendo sempre lo stesso grido di angoscia, di sofferenza e disperazione. Disponiamo di un imponente dossier di e-mail di persone che ci hanno comunicato la loro esperienza e ci chiedono disperatamente di aiutarli in qualche modo.

All'inizio abbiamo cominciato col sensibilizzare tutte le persone che incontravamo informando tutti coloro che ci abitavano accanto della disastrosa crisi economica e sociale in cui era precipitata l'Argentina.

Attraverso il passa parola, la comunicazione e la diffusione di un breve messaggio, abbiamo informato un grandissimo numero di uomini e donne, che hanno testimoniato la loro solidarietà attraverso una raccolta di firme (oltre tre mila), poste successivamente all'attenzione dei Partiti politici e degli organi di informazione della città per stimolarli a ad intraprendere iniziative a sostegno di tutti coloro che erano in difficoltà.

Contemporaneamente abbiamo promosso una raccolta di medicinali specifici, in collaborazione e su richiesta dell'Ospedale de Niños di Buenos Aires. La risposta è stata molto positiva. Abbiamo avuto la piena collaborazione da parte dell'Ordine dei Medici, dell'Ordine dei Farmacisti, di medici e infermieri e aziende farmaceutiche e privati cittadini. In breve tempo si sono raccolti 24 scatoloni di medicinali, la maggior parte di essi mirati e non semplicemente generici e conformi alle richieste specifiche venute dall'Ospedale stesso. La consegna è stata possibile grazie all'aiuto dell' Associazione Industriali di Piacenza e alla collaborazione della Ditta Demoplast di Piacenza, che ha recapitato i medicinali direttamente all'Ospedale stesso.

 

Grandissimo è stato il lavoro svolto sin ora in collaborazione con l'Associazione AINEE (Associazione Italiani nati all'Estero-Esperanza) di Torino, con la quale abbiamo sviluppato una approfondita conoscenza di tutte le leggi e le norme giuridiche che regolano i diritti di cittadinanza degli Italiani nati fuori dalla Patria.

Tutto questo ci ha permesso di essere a fianco di decine di nostri concittadini che di ritorno in Patria, non hanno ancora ottenuto il riconoscimento dei loro diritti di cittadinanza Italiana, con grave ritardo della loro piena integrazione giuridica nel tessuto sociale della Madrepatria.

Abbiamo approfondito tutta la complessa materia legislativa, denunciando la grave situazione organizzativa dei Consolati e delle Ambasciate per la conferma della Cittadinanza e il rilascio del Passaporto per il ritorno in Patria.

È vergognoso ed umiliante quello che devono sopportare i nostri connazionali con attese infinite presso i Consolati, per ottenere conferma e convalida dei propri documenti. Una volta in Italia, l'ottenimento della cittadinanza e il rilascio di tutta la documentazione (carta d'identità, codice fiscale, permesso di soggiorno, libretto di lavoro, libretto sanitario ecc.) costituisce un vero calvario per tutti i nostri connazionali.

Abbiamo sostenuto numerose iniziative a confronto con le massime autorità cittadine, dalla Prefettura, alla Questura, al Comune, alla Provincia e finalmente sembra prossimo un accordo per un protocollo di intesa tra le varie Istituzioni per il disbrigo delle pratiche e il rilascio dei documenti nel più breve tempo possibile, conforme alle disposizioni di legge.

Concretamente abbiamo aiutato molte persone singole e molte famiglie giunte nella nostra città in una situazione di assoluta indigenza, trovando sistemazioni in alloggi dapprima provvisori e poi definitivi. Un grande aiuto è venuto dalla Caritas Diocesana di Piacenza e Bobbio e dai Parroci delle Parrocchie di Piacenza e dalla generosa disponibilità di famiglie che hanno messo a disposizione la propria casa.

Collaboriamo ormai in stretto rapporto con la Caritas Diocesana e ringraziamo i Parroci e le Parrocchie per la disponibilità dimostrata nell'accogliere e dare ospitalità ai nostri fratelli immigrati.

Abbiamo trovato posti di lavoro contattando aziende cittadine ed ora, ad alcuni mesi di distanza, possiamo contare su varie occasioni di completo inserimento nei settori produttivi della città. L'Italiano nato in Argentina giunge in Italia con una cultura scolastica molto elevata, appartiene al ceto medio, ora il più penalizzato dalla crisi, possiede molte specializzazioni ed è in grado di rispondere immediatamente e con professionalità alle esigenze d'impiego lavorativo delle aziende piacentine.

Il mercato del lavoro della città ha bisogno di manodopera di media specializzazione e tale domanda di lavoro si incontra con l'offerta delle aziende cittadine che necessitano proprio di buone professionalità.

I Missionari Scalabriniani di San Carlo hanno offerto alloggi di prima assistenza e le Suore Scalabriniane hanno accolto varie persone da noi indirizzate ai corsi di lingua italiana.

In particolare merita attenzione la vicenda di due delle tante famiglie immigrate nella nostra città. I genitori sono giunti dapprima soli in Italia e subito hanno cominciato a lavorare presso una Ditta cittadina. Poi con l'aiuto della Caritas e la disponibilità dell'Alitalia che ha assicurato attraverso l'Associazione la massima collaborazione abbiamo potuto ricongiungere le famiglie. I figli di uno di questi ragazzi sono due gemellini disabili di tre anni.

Il loro inserimento nelle strutture assistenziali della città è stato un obiettivo che abbiamo perseguito con il massimo impegno, ed ora possiamo costatare con soddisfazione che il lavoro svolto nei loro confronti è stato grandissimo. Adesso queste due famiglie hanno una casa, entrambi i genitori un lavoro di alta specializzazione, e le strutture assistenziali cittadine stanno offrendo tutta la collaborazione possibile per garantire ai bambini l'assistenza di cui necessitano.

 

Vista la perfetta riuscita del terzo incontro estivo degli Italiani nati in Argentina, si è deciso di dar vita anche ad una incontro invernale e siamo certi che sarà un momento di forte aggregazione e di festa.

L'esperienza accumulata in questo periodo e la convinzione di aver operato sin ora in modo incisivo e del tutto disinteressato, ci rafforza nella consapevolezza e nella volontà di continuare a perseguire nel migliore dei modi le finalità che ci siamo dati nello Statuto.

 

Per i validi e costanti contatti con le Autorità Comunali, Provinciali e Regionali, con le quali ci sembra sia maturata una concreta collaborazione, ci sentiamo pronti, ora, a proporci come interlocutori qualificati per i progetti e le iniziative rivolte al settore sociale dell'aiuto e dell'integrazione dei nostri connazionali rientrati in Patria.

 

PROGETTI

 

Ci limitiamo a proporre una serie di progetti, che a nostro avviso meritano attenzione e approfondimento:

 

  1. la creazione e il potenziamento di un Sito INTERNET, per facilitare l'accesso, la conoscenza e la diffusione di tutte le informazioni riguardanti il tema. Naturalmente l'Associazione con la creazione del Sito si farà da tramite con gli organismi della Regione, della Provincia e dei Comuni e i nostri concittadini, sia quelli di ritorno in Patria che quelli rimasti nei paesi di emigrazione e che ora versano in condizioni economiche e sociali critiche. Il Sito sarè sviluppato nelle lingue italiano e spagnolo. Nel Sito verrà creata una sezione gestita da uno Studio Legale e da una Psicologa. Sono già stati avviati i contatti opportuni.

  2. l'istituzione di corsi serali di lingua e cultura italiana per favorire non solo il rapido apprendimento della lingua Italiana, ma anche per dare tutte le informazioni di carattere storico e sociale, nonché un approfondimento e aggiornamento delle disposizioni e normative legislative vigenti più significative.

  3. la creazione all'interno dell'Associazione di "uno sportello di servizi" che, attraverso l'utilizzo di una sede attrezzata e con l'ausilio di personale che parla spagnolo e portoghese, si occupi di tutte le problematiche più urgenti (prima sistemazione in alloggi provvisori, informazioni generali sulla città e sui suoi servizi, contatto con le aziende per analisi e soluzioni delle problematiche connesse all'assunzione e all'avvio al lavoro, ricerca di alloggi per sistemazioni definitive).

  4. l'istituzione di una Conferenza a livello Provinciale con la partecipazione di tutte le forze politiche e istituzionali per un esame approfondito di tutte le problematiche connesse al tema migratorio con la presenza e il contributo delle Associazioni o comitati stranieri o semplici cittadini immigrati e ora residenti nella nostra Città.

  5. la promozione di una grande iniziativa denominata "Adotta un Hospital de niños" (un Ospedale di bambini). Intendiamo organizzare una raccolta di fondi da destinare a ditte Farmaceutiche che forniranno direttamente gli Ospedali che in Buenos Aires che hanno in cura i bambini di tutti i medicinali più urgenti di cui necessitano e di cui ora sono carenti. Il progetto dovrà proseguire sino a quando la situazione generale del paese non consentirà una normalizzazione dei processi gestionali degli Ospedale stessi. Sono in corso in tal senso contatti con i responsabili delle strutture Ospedaliere. Ciò permetterebbe la soluzione di un gravissimo problema attuale ossia la mancanza di medicinali di prima necessità nelle Istituzioni Ospedaliere.

Naturalmente continuiamo ad offrire la nostra piena e fattiva collaborazione per la realizzazione del progetto di cooperazione internazionale proposto di recente dall'Ufficio delle politiche socio sanitarie della Provincia di Piacenza.

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